Alimentazione liquida

Massima resa del mangime

Alimentazione Liquida

L’alimentazione ricopre il costo più importante dell’allevamento suinicolo CIMA sostenendo che con l’ALIMENTAZIONE LIQUIDA si ottiene la massima resa del mangime si è specializzata nei sistemi di somministrazione della BRODA in tutte le fasi:

GESTAZIONE dove è importante una corretta dieta con quantità da rispettare nelle varie fasi di gravidanza, l’ALIMENTAZIONE LIQUIDA offre la possibilità di seguire precise curve alimentari con rapporti acqua mangime tali da saziare la scrofa anche dopo la fecondazione dove viene somministrato un quantitativo ridotto di mangime.

SALA PARTO l’importanza dell’ALIMENTAZIONE LIQUIDA è determinata dall’alto fabbisogno nutrizionale necessario alla scrofa per la produzione del latte, la somministrazione dell’alimento liquido:
migliora l’appetibilità delle diete contribuendo a colmare il deficit nutrizionale in lattazione, crea benefici sulla scrofa con minor perdita di peso tipica dell’allattamento e sui suinetti determinando una maggiore omogeneità del peso allo svezzamento.

SVEZZAMENTO sosteniamo l’efficacia del sistema di ALIMENTAZIONE LIQUIDA A VOLONTÀ con il quale i suinetti vengono alimentati in continuo.
Con questo sistema si offre la possibilità ai suinetti di essere svezzati con un alimento liquido sempre fresco erogato con la stessa sequenza dell’allattamento, piccole quantità suddivise su tutto l’arco della giornata.

INGRASSO dove si ha il più grosso consumo di mangime è molto importante valutare il corretto sistema di alimentazione.

L’ALIMENTAZIONE LIQUIDA per questa fase ha diversi aspetti interessanti che contribuiscono a migliorare la resa del mangime, l’accrescimento, le caratteristiche della carcassa alla macellazione, e l’attitudine del prosciutto alla conservabilità ed alla stagionatura.
L’ALIMENTAZIONE LIQUIDA AI SUINI
L’apparato digerente del suino è specificatamente predisposto per alimenti ricchi di umidità, infatti come dimostrato i suini con l’alimentazione a secco, alternano ripetutamente l’ingestione di mangime con l’abbeverata e nelle due ore successive al pasto si hanno i maggiori consumi d’acqua.

La saliva infatti svolge nel suino più una funzione fisica che biochimica, cosicché la somministrazione di alimenti liquidi esclude la salivazione, senza compromettere la funzionalità digestiva. L’alimentazione liquida consente poi l’impiego, nella formulazione della razione, di numerosi sottoprodotti anche allo stato naturale, che non sarebbero altrimenti utilizzabili in quella secca.

Tra i numerosi sottoprodotti disponibili si ricordano i derivati della trasformazione del latte in formaggio (latticello, siero), i residui di birreria (lieviti ed affini), il melasso, scarti solidi provenienti dalla lavorazione dell’industria dolciaria e molitoria.

La convenienza nell’impiego dei sottoprodotti è di tipo economico e nutrizionale.
Dal punto di vista economico il costo di approvvigionamento, stoccaggio e trasformazione è molto basso.

Dal punto di vista nutrizionale le razioni che prevedono l’impiego di sottoprodotti sono formulate in modo da soddisfare i fabbisogni nutritivi degli animali, sfruttando al massimo l’apporto quali-quantitativo degli stessi sottoprodotti.

Con l’alimentazione liquida si riducono gli sprechi alimentari, si elimina la polverulenza che può anche essere fonte di problemi sanitari e si ha un notevole risparmio di acqua.

Con l’alimentazione liquida è possibile utilizzare correttamente il PASTONE DI MAIS evitando le alterazioni da fermentazione aerobiche, il mais raccolto a maturazione fisiologica (30% di umidità) risulta un ottimo prodotto con elevato valore nutritivo e di notevole risparmio economico per la non essicazione.

Da non sottovalutare nella gestione del Pastone è la semplicità di stoccaggio con silos orizzontali comunemente detti trincee oppure silos verticali con possibilità di carico e scarico completamente automatizzati che ne semplificano l'utilizzo quotidiano.

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